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Diario
1 giugno 2007
trasloco
HEI, STO TRASLOCANDO MI TROVATE QUI
http://silvia.style.it
| inviato da il 1/6/2007 alle 10:28 | |
29 maggio 2007
AT SCHOOL
 Diremo addio alla cara e vecchia scuola, così come la conoscevamo? Il bidello che è un po' complice un po' vittima degli studenti, i prof con i quali alla fine, dopo tanti 4, si instaura quel rapporto che ti spinge ad andarlo a trovare anche dopo la matura, perchè sai che ti ha capito, stimolato, ti ha lasciato qualcosa. I compagni di classe, cinque anni che ti porti nel cuore per sempre. A quanto pare si, ed è giusto che la scuola cresca come la società. Che l'Italia si sprovincializzi. Ma da qui a finire come les américains, a controllare gli zaini per cercare pistole e droga no, ti prego no. Come sempre il problema sta a monte. 1. Le famiglie: visto la Montessori ieri sera? No? Vebbé, no problem, il fatto è che probabilmente i ragazzi hanno bisogno di genitori preparati e maturi, di una famiglia stabile, intelligente, di spessore umano e culturale sufficiente. 2. Le regole: il modello Bob Marley, semo tutti amici, non funziona, c'è bisogno di regole, andare a letto presto, non uscire tutte le sere, rinunciare, dimostrare, studiare, fare sacrifici. Senza paura di dire di no. 3. Quei poveri cristi degli insegnanti oggi sono volontari. Dovrebbero essere dei professionisti, dei cervelli e cuori rari, perchè hanno in mano il futuro, le coscienze, il mondo che sarà. Cazzo. Dovrebbero essere rispettati, tutelati. Dovrebbero essere pagati. 4. Consapevolezza: la droga fa male, l'AIDS esiste, la povertà esiste, i soldi non nascono sugli alberi da frutto, il bullismo è male, insegnamolo. Gli adolescenti sono degli spaccacoglioni, quando vanno in giro in motorino sembra che ci siano solo loro, non hanno paura di nulla, si sentono immortali, non sono mai stanchi, non dormirebbero mai, gli amici sono la loro famiglia, si ammazzano per e con loro, fanno stronzate, tante stronzate, perchè è giusto così e ci devono sbattere la testa. Però ci vuole gente che li sappia guidare, che gli indichi la strada. Con pazienza, devozione e fiducia. Saranno pure coglioncelli, peni di brufoli e dominati dagli ormoni sballati. Ma sono dei piccoli principi. E meritano il meglio.
| inviato da il 29/5/2007 alle 11:14 | |
28 maggio 2007
MAI SOTTOVALUTARE CHI HAI DAVANTI

| inviato da il 28/5/2007 alle 13:11 | |
27 maggio 2007
miracle in the sky
 Prima sole, poi pioggia. Vento e tempesta, afa e frescura. Cielo azzurro. Cielo nero. Tutto in una giornata. Finalmente qualcuno volubile come me. Ieri c'era l'arcobaleno. Quando vedo l'arcobaleno mi commuovo. Perchè è un miracolo, che appare in cielo. Colori nettissimi e un arco perfetto. Rimango incantata, perchè è una magia. E poi sparisce, e chissà quando lo rivedrai. Quanti arcobaleni vede una persona in un anno? Due, forse tre. E' improvviso, è un regalo. E' come quando ricevi un bacio e non te l'aspettavi. Mi ricorda Pollyanna. Che ha fiducia nelle cose e nelle persone, che fa il gioco della felicità. Mi ricorda il Mago di Oz. Per capire devi viaggiare, per conoscere devi cambiare. Alla fine dell'arcobaleno c'è la pentola piena d'oro. Ma c'è chi dice che non ne vale la pena, che poi tornare indietro non si può. Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
| inviato da il 27/5/2007 alle 16:41 | |
27 maggio 2007
ZODIAC
 Zodiac è un poliziesco, il regista è quello di Seven (David Fincher). Lo capisci nelle scene di pioggia. Zodiac riabilita Robert Downing JR, che però fa il drogato alcolizzato che si butta via. Zodiac restituisce gli attributi a Jake Gyllenhaal, momentaneamente persi in Brokeback Mountain. Zodiac ti racconta il mondo senza computer, satellitare, internet, cellulari. Un casino. Zodiac ha la bocca di Mark Ruffalo, da svenimento. Zodiac è come il Santo Graal. E' l'estenuante ricerca dell'irraggiungibile, ha il meccanismo a Matrioska di Lost e la lentezza deduttiva del Tenente Colombo. Zodiac ha una bellissima fotografia. E ricostruisce, fedelmente. Ma non emoziona. Spaventa, annoia, illumina, intriga, respinge, ma in fondo c'è dell'apatia. Ossessione o astenia. Zodiac è l'America delle Contee. Non NY, non LA. Al massimo San Francisco. Ma non si vedono i tram o le strade che fanno su e giù. La nebbia sì, sul Golden Gate. In Zodiac le donne stanno sullo sfondo. E non sempre chi sbaglia paga. Perlomeno non su questa terra.
| inviato da il 27/5/2007 alle 1:56 | |
26 maggio 2007
convertite
 No, no, no. Anche Paris Hilton ora mette la testa a posto. Ma perchè? Bibbia, Buddismo e abiti bon ton. Addio a feste, shopping e parties alcolici. Solo per lo spauracchio di farsi qualche giorno dietro le sbarre. Che palle. Adesso magicamente si troverà un bravo ragazzo e griderà al mondo di volere un figlio. Oddio, magari rinuncerà anche al biondo platino. Fantoccio, che cede al puritanesimo di sti americani che non tollerano le bad girls. Sulle tracce di Madonna, che spegneva sigarette sui suoi partner e adesso mangia macrobiotico pensando alla Kabala. Fortuna che ci è rimasta Britney.
| inviato da il 26/5/2007 alle 17:47 | |
26 maggio 2007
l'amore é...
 "Ho bisogno di vederti di vederti e di toccarti ho già fretta di infilarmi nel tuo cuore no, no, non hai capito non ho detto di spogliarti io ci voglio entrare adesso anche se sei vestita"
PS: per i più fantasiosi...si tratta solo di un testo di una bellissima canzone, di Carboni. E io non vado da nessuna parte.
| inviato da il 26/5/2007 alle 0:33 | |
25 maggio 2007
crepa precario
 Michele Serra oggi su Repubblica parla, con la consueta lucidità, della precarietà del mondo del lavoro. In pratica due volte su tre ti trovi davanti un incompetente, messo lì (al bar, al call center, al desk) a fare un lavoro per il quale non ha preparazione, che non gli servirà per la carriera, che frustrerà in egual modo consumatore e impiegato, vittima&vittima. Non sentite un brivido correre dietro la schiena? La fragilità incombe, ho un senso di terreno che manca da sotto i piedi. Che fatica fa un ragazzo oggi, sguinzagliato senza l'ombra di un parametro che sia uno, a costruirsi un futuro? Dove diavolo andremo a finire? Una volta c'era un percorso di carriera, magari in una super fabbricona. Determinismo, che è giusto superare. Oggi però c'è mare magnum di lavori e lavoretti, che uno fa per campà, oggi si studia per fare tutt'altro, oggi si studia poco e male. Ci sono poche uniche isole protette ove vige lungimiranza. Esistono aziende "mitologiche" (tipo la Ferrari) dove pare ci sia attenzione al lavoratore, organizzazione, meritocrazia, strutture adeguate e soprattutto sviluppo. Si progetta, si costruisce. Anche il Milan è una di queste, azienda di successo, a parte gli scivoloni sugli striscioni. Montezemolo in politica? Beh, se la Ferrari va così bene perchè no. Beh, se ci va Berlusconi perchè non lui. Beh, se per far funzionare le cose ci vuole capitale ok, tanto vale provare, io non ho nulla in contrario. Tutto, purchè la maledetta burocrazia la finisca di metterci i bastoni tra le ruote. Modernità. Progresso. Cultura. Umanità. Evviva.
| inviato da il 25/5/2007 alle 15:39 | |
24 maggio 2007
napul'è
 Napoli non è a Napoli. Non c'entra nulla. Napoli era qui, un minuto fa, quando ci ho messo mezzora per capire chi fosse la persona delegata a darmi le graffette di ricambio per la graffettatrice (o come diavolo si chiama). Napoli è come quando chiami e vieni rimbalzato mille volte, per mille uffici e nessuno ti dà l'informazione che cerchi. Napoli è ciò che ci fa esasperare, Napoli siamo noi, quando non abbiamo voglia di fare una cosa, perchè non siamo pagati per farla, e rimbalziamo, scarichiamo il barile. Napoli è l'Italia che non ha voglia, che non si sveglia, c'è un sistema da cambiare, ci sono strutture da snellire, c'è la meritocrazia da insegnare. Ci sono culi pesanti che si devono alzare e muoversi, invece di rimanere incollati alla sedia. Ci vuole civiltà, quella che quando ti preoccupi della figura del cazzo che ci fai se lasci una latrina. Napoli siamo noi. Che non abbiamo voglia di crescere.
| inviato da il 24/5/2007 alle 20:37 | |
22 maggio 2007
senza mezze misure
 Leggo, con grande sconforto, che la rivista Dimagrire pubblica il responso. La donna perfetta secondo gli italiani pesa 50 kg, è alta 1,63 (non un mezzo cm in più eh? mi raccomando), ha la seconda di seno e ha 29 anni. Certo, la rivista Dimagrire tira l'acqua al suo mulino, ma non ci sto. Che gli italiani si accontentassero di quello che hanno, che è già tanta grazia, senza spaccare troppo i maroni. Che la rivista Dimagrire facesse il suo mestiere, cioè consigliare tisane drenanti e massaggi rassodanti, invece che diffondere il panico tra chi sta cercando di far pace con se stessa e con il mondo. Chiaro? E ora portatemi la mia cheesecake.
| inviato da il 22/5/2007 alle 13:26 | |
21 maggio 2007
prime ciliegie di stagione...esprimi un desiderio
 Io son contadinella
della campagna bella
se fossi la regina
sarei incoronata,
ma son contadinella
mi tocca lavorar.
E cinquecento cavalieri
con la testa insanguinata
con la spada sguainata
indovina che cos'è.
E sono, sono le ciliegie!
Sono, sono le ciliegie.
Sono, sono le ciliegie
che maturan nel giardin.

| inviato da il 21/5/2007 alle 17:24 | |
21 maggio 2007
MATURO E' COOL
 L. è in preda al panico. Pazza vera per un uomo di abbondanti 15 anni più di lei. Ma dopo i 30 la differenza d'età non è un problema. Anzi. Peccato però, di solito il 45-50enne è già impegnato e non è raro che abbia prole. E' il caso di rovinare una storia così bella? Intanto questa storia tanto bella non è, visto che lui ti ha permesso di fargli le fusa. E poi non fasciarti la testa, magari è solo un diversivo. Chi vivrà vedrà. L'articolo però è decisamente interessante. Il 45-50enne oggi sa essere irresistibile. Ha l'aria vissuta, del resto, per godere della posizione che ha raggiunto ha galoppato non poco nel decennio precedente. Però adesso ha rallentato, si concede il lusso del tempo, si prende i suoi spazi, si tiene in forma. E' interessante, è uno di esperienza, in tutti i sensi. Sale e pepe come Clooney, oppure rasato alla Bruce Willis, ha delle favolose rughe d'espressione, che segnano il suo volto come un campo di battaglia. Si veste bene, e se lo può permettere. Le insicurezze da tardo adolescente lo hanno abbandonato, quindi non ha bisogno di loghi o elastici Calvin Klein che gli sbucano dal jeans a vita bassa. E' sobrio, è sexy. Ha una bella macchina, full optional e anche di più, sicura e prestante, ma non gli serve per fare lo sborone, solo per viaggiare comodo. Se è un SUV non è certo il Cayenne. E' un tipo da tenersi ben stretto, se hai avuto la lungimiranza di sposartelo 10-15 anni fa. Il fatto che sia un tenero papà e un fantastico uomo di famiglia non è un deterrente. Anzi. E' un reagente, esplosivo. Occhio alle trentenni, sensibilissime a questo tipo d'uomo. Non abbassate la guardia, mai.
| inviato da il 21/5/2007 alle 12:6 | |
20 maggio 2007
ma quanto è bello il rugby?
 Non avevo ancora fatta mia la regola del fuorigioco (che ripeto meccanicamente, senza comprenderla fino in fondo) che mi trascinano ad un incontro di rugby. Finale
scudetto italiano (Treviso vs Valdana, scontro all'ultimo sangue, vinto
dalla veterana Treviso non senza fatica). Il clima è quello calcistico,
tuttavia tutti ti ricordano che qui entra solo lo sport, e ci sono
donne e bambini. Non è vero, come mi ha detto qualcuno, che ci sono
solo tifosi fighetta. Io oggi ho sentito ripetere più di una volta "ciucciami, ciucciami, ciuccia la banana".
Mi sono divertita, il gioco acchiappa, soprattutto quando cominci a
capire quantomeno dove deve correre la squadra che hai deciso di tenere
(il colore della maglia, e come si intona al calzino è stato
determinante). La palla nel rugby scotta anzi brucia, a
giudicare dalla velocità dei passaggi. Se te la tieni, è la fine, ti si
rovescia addosso un muro di energumeni inferociti, che ti sotterrano
sotto una massa informe di muscoli. Alla faccia del contatto. Ma la
palla val bene un paio di costole. Soprattutto se la spingi quel paio
di centimetri che segnano la meta. Ed è boato. E poi c'è il calcio di
punizione, che sembra facile calciate un panzerotto. Hè! Belle
le rimesse laterali, due corridoi di giocatori pronti a ricevere o
intercettare palla panzerotto. La figata spaziale è che uno dei
giocatori viene sollevato dai compagni. Il godimento massimo l'ho
raggiunto in quei pochi attimi di Nirvana in cui il gioco filava liscio
senza intoppi, la squadra sale a tutto campo, allineata, con passaggi
laterali. E c'è il furbetto che guizza in avanti schivando gli
avversari. Ma poi, però, c'è sempre qualcuno che ti aggancia da dietro
sbattendoti a terra. E...ciao ciao giocatore! Belle le tartarughe, tutti
contro tutti, spingi spingi spingi. Bello il rugby, mi è piaciuto.
Spero che qualcuno mi trascini a qualche partita del mondiale.
Altrimenti me lo godo su Sky. Visto? Sono stata brava. Neanche una
battuta da osteria sull'effetto che fanno (in primavera) questi cattivoni, tutti sporchi e tanto, ma tanto arrabbiati. Sono una vera sportiva io!
| inviato da il 20/5/2007 alle 0:59 | |
17 maggio 2007
americans do it better
 La conferenza stampa di Prodi? Una conferenza stanza, da letto, sleep only. Che palle. Non contesto il fatto che un governo indica una conferenza per comunicare all'elettorato di aver fatto in un anno un onesto lavoro (mentre invece quelli prima...ha). La comunicazione sarà aleatoria, ma funziona. Ok, ok, siamo contenti, ci sentiamo seguiti, chiamati in causa. Semplicemente considerati, ok. Ma che noia...con quello sfondo grigino azzurrino anonimino. E quel ronzio del microfono. E quelle facce. Perchè non prendiamo esempio dagli americani? Spettacolarizzano pure l'annuncio dell'entrata in guerra! Con uno sfondo molto United States. E un pulpito in legno massiccio bello lucido, fatto apposta per appogguiarci le mani ai lati, in quell posa tipo "Non chiedete cosa possa fare la Patria per voi. Chiedete cosa potete fare voi per la Patria". OOOOh, questa sì che è comuunicazione. Questo sì che è infotainement, diamine! Anche io voglio una conferenza stampa, voglio comunicare che anche quest'anno mi sono fatta un culo così. E alla fine palloncini, mashmellows e zucchero filato per tutti. TOP TEN G.W.BUSH MOMENTS (Letterman): http://www.youtube.com/watch?v=5vtfmQ5Audg
| inviato da il 17/5/2007 alle 22:27 | |
16 maggio 2007
cinofilia
 Scotland Yard odora di Sherlock Holmes e Dylan Dog. Ma stavolta odora solo di Eukanuba. La mitica polizia di Londra si è messa sulle tracce del cane di Mourinho, colpevole di essere tornato in patria, dopo un breve espatrio in Portogallo, bypassando visti e controlli veterinari. Murinho, tutti noi, non poteva sopportare che i suoi figli vedessero la polizia portar via il cagnolino, piegandogli la testa per agevolare l'ingresso in auto, mentre gli venivano letti i suoi diritti. Quindi si è fatto arrestare lui. Ma poi è uscito su cauzione. Evviva.
| inviato da il 16/5/2007 alle 15:15 | |
16 maggio 2007
INIZIAZIONI
 Sono nata quando sono nata, ufficialmente il tre aprile settantacinque. Però sono nata anche quando un'estate del settantotto un amico dei miei mi ha trovato, per caso, per strada, che vagavo chissà dove. La porta di casa era aperta, le scale tutto sommato si potevano scendere (attaccandosi bene alla ringhiera), il portinaio era momentaneamente assente, il portone era socchiuso. E i miei non si erano accorti di nulla. Qualche anno più tardi sono nata quando sono riemersa dalle acque dell'idroscalo. Anche io ci sono caduta. Come quei bimbi egiziani. Però c'era il nonno a ripescarmi. Sono nata quando il mio papi è guarito. Considero ogni inizio una nascita, a nuova vita. Festeggio ogni volta. La laurea (diciannove dicembre duemilaeuno), ogni nuovo lavoro, ogni nuovo amico (vero), l'apertura di un blog (otto marzo duemilaesei) e oggi. Rinasco ancora, ho aperto la partita iva. E tutto il resto è storia. Solo due complicazioni: l'ennesimo compleanno da ricordare, l'ennesimo faldone da sistemare. In ingresso, in alto, a destra. E, ah, ops, forse qualche tassa in più da pagare...
| inviato da il 16/5/2007 alle 12:59 | |
15 maggio 2007
it's raining men
 OGGI E UNO DI QUEI GIORNI "DA SOTTO LE COPERTE". LA PIOGGIA PICCHIETTA ALLA FINESTRA (e i vetri sono da rifare, sigh), IL VENTO FUORI ULULA. C'E' ODORE DI TERRA BAGNATA, E I FIORI EMANANO AROMI PIU' INTENSI. SU SKY DANNO SICURAMENTE UN FILM D'ALTRI TEMPI. I LIBRI TI ASPETTANO SUL COMODINO E VANITY FAIR E' PIENO DI COSE INTERESSANTI DA GUSTARE. SEMBRA INCREDIBILE, C'E' ANCHE IL TEMPO PER LEGGERE UN GIORNALE. IL CAFFE' BORBOTTA, L'UNICA BUONA RAGIONE PER USCIRE DAL LETTO, MA PER TORNARCI IMMEDIATAMENTE. POI, SE C'E' LA GIUSTA COMPAGNIA...
| inviato da il 15/5/2007 alle 12:36 | |
14 maggio 2007
la commessa della porta accanto
Chanel? Bah.

| inviato da il 14/5/2007 alle 9:59 | |
13 maggio 2007
francesco e michael
 Penso a voi e non piango più, non si deve piangere, se si è vivi. Poi porterò una azalea alla mamma, che oggi è la sua festa, e non si litiga con la persona che ami di più. Ciao angioletti.
| inviato da il 13/5/2007 alle 14:18 | |
12 maggio 2007
e vissero felici e contenti...
 "It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife"
E' verità universalmente riconosciuta che i tempi sono cambiati. Ho amato molto Jane Austen, ma è tempo di leggere "Abbracciami ancora. Storia di coppia e altre disgrazie, come sopravvivere quando l'amore NON finisce" di Silvia Brena. Mi ha incuriosito l'intervista alla filosofa Adriana Cavarero, primo capitolo del libro, anticipata su Io Donna.
Noi-ragazze-di-oggi-noi ci sentiamo più Carrie Bradshaw che Elisabeth
Bennet...eppure anche Carrie alla fine ci casca. Si innamora,
perdutamente, di MR Big, l'uomo perfetto per lei, che alla fine (ma guarda un po') cede e le chiede di sposarlo. A Parigi. Dannazione! Sul finale del nostro amatissimo Sex and the City abbiamo
avuto molto da ridire, poche di noi si aspettavano un così insolito
happy ending, Carrie era una di noi, romantica sì, ma cinica per
sopravvivenza, e anche se in modo molto chic, una sfigata totale.
Carrie non ci faceva sentire sole, e invece... Ok, probabilmente
nessuno può aiutarci, nemmeno Carrie, perchè lei, come Beth, è un
prodotto sceneggiato, non una persona. E la realtà non è il loro mondo,
ma il nostro. E allora le riflessioni della Cavarero ci possono
aiutare a superare quell'empasse che ci immobilizza di fronte alle
scelte sentimentali. Mettiamoci in testa che il romanticismo con
la R maiuscola, quello delle favole che ci raccontavano, quello dei
film hollywoodiani che ci fanno piangere, non è l'unico mondo
possibile. La mercificazione dei sentimenti ci ha abituate ad un'idea
dell'amore che rischia di farci sentire insoddisfatte, se di fianco
abbiamo un compagno e non il principe azzurro. Una saggia amica
mi ha detto che l'uomo della vita non è quello che occupa i tuoi
pensieri 24/7, ma semplicemente colui che ti sta affianco 24/7. Senza
sconvolgimenti. Senza sturm und drang, ma con un piacevole realismo che
non manca di pennellate di momenti magici, ma che sono solo momenti,
che devono restare tali. Capito il messaggio? L'amore non sarà colui
che ci porta a cena sulla Tour Eiffel facendoci girare la testa con
sussurri da cardiopalma e champagne, sarà quel bel ragazzo che apre il
passeggino mentre voi, trentenni impavide e in carriera, tirate fuori
il vostro bambino dal seggiolino della macchina.
| inviato da il 12/5/2007 alle 18:3 | |
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